Basta così
Oggi è mercoledì pomeriggio.
Quella appena trascorsa è stata una notte difficile.
Eravamo tranquilli, dopo le rassicurazioni dei medici e il distacco di parte dei macchinari. Da ieri sera avevano sospeso anche i farmaci ipnoinduttori.
Poi verso le tre, Emmett ha avuto una crisi respiratoria e ci siamo spaventati tutti moltissimo.
La situazione si è normalizzata intorno alle sei, ma Emmett è stato di nuovo intubato.
Non so più cosa pensare. Né con chi prendermela.
I medici ci dicono che può capitare, che non significa nulla, che potrebbe svegliarsi da un momento all'altro, come anche dormire per sempre.
Insomma non sanno un cazzo neanche loro.
Ma io non voglio che dormi, brutto scemo.
Che cazzo ti sei salvato a fare, allora?
Potevi rimanerci secco e via. Facevi prima, no?
Se sei volato, ti sei schiantato, ti sei rotto ciò che potevi ma sei rimasto vivo, non era mica per rimanere a marcire in questo merdoso ospedale, in questo letto del cazzo, no?
Ti diverti a farmi dannare così?
A farti pulire come un neonato, a farti nutrire con le flebo e a farti toccare da tutte le mani che passano?
Fa' qualcosa, cazzo. Un movimento inconsulto, anche quello mi sta bene, purché ti muovi. Non la sopporto questa mano morta tra le mie, Emm.
Rido tra le lacrime.
Ricordi?
Abbiamo sempre preso per il culo quelli che ti danno la mano molle come fosse un pesce morto. Ora la tua sembra così. Un pesce morto.
Ti prego, Emmett.
Quella appena trascorsa è stata una notte difficile.
Eravamo tranquilli, dopo le rassicurazioni dei medici e il distacco di parte dei macchinari. Da ieri sera avevano sospeso anche i farmaci ipnoinduttori.
Poi verso le tre, Emmett ha avuto una crisi respiratoria e ci siamo spaventati tutti moltissimo.
La situazione si è normalizzata intorno alle sei, ma Emmett è stato di nuovo intubato.
Non so più cosa pensare. Né con chi prendermela.
I medici ci dicono che può capitare, che non significa nulla, che potrebbe svegliarsi da un momento all'altro, come anche dormire per sempre.
Insomma non sanno un cazzo neanche loro.
Ma io non voglio che dormi, brutto scemo.
Che cazzo ti sei salvato a fare, allora?
Potevi rimanerci secco e via. Facevi prima, no?
Se sei volato, ti sei schiantato, ti sei rotto ciò che potevi ma sei rimasto vivo, non era mica per rimanere a marcire in questo merdoso ospedale, in questo letto del cazzo, no?
Ti diverti a farmi dannare così?
A farti pulire come un neonato, a farti nutrire con le flebo e a farti toccare da tutte le mani che passano?
Fa' qualcosa, cazzo. Un movimento inconsulto, anche quello mi sta bene, purché ti muovi. Non la sopporto questa mano morta tra le mie, Emm.
Rido tra le lacrime.
Ricordi?
Abbiamo sempre preso per il culo quelli che ti danno la mano molle come fosse un pesce morto. Ora la tua sembra così. Un pesce morto.
Ti prego, Emmett.
Tre ore fa ho finalmente riaccompagnato in albergo Bella, perchè si riposasse un po' e convincerla non è stato facile. Mai niente è stato facile con lei e probabilmente non lo sarà mai.
-Non sono stanca.
-Può darsi, ma hai le occhiaie.
-E' perché sono anemica.
-Ragione di più per riposare un po'.
-Allora tu vieni con me.
-Io ti accompagno, poi torno qua.
-Potresti riposare anche tu, hai gli occhi segnati più dei miei.
-Non ha importanza. Io non devo star bene per tre, solo per me stesso.
-Non sono d'accordo.
-Puoi una volta fare ciò che ti chiedo senza discutere? Per piacere.
-Voglio che resti con me.
-Se mi fermassi, ti garantisco che non riposeresti affatto.
Alla fine l'ho convinta, ma è stata dura. E' una gran testona. La adoro.
-Non sono stanca.
-Può darsi, ma hai le occhiaie.
-E' perché sono anemica.
-Ragione di più per riposare un po'.
-Allora tu vieni con me.
-Io ti accompagno, poi torno qua.
-Potresti riposare anche tu, hai gli occhi segnati più dei miei.
-Non ha importanza. Io non devo star bene per tre, solo per me stesso.
-Non sono d'accordo.
-Puoi una volta fare ciò che ti chiedo senza discutere? Per piacere.
-Voglio che resti con me.
-Se mi fermassi, ti garantisco che non riposeresti affatto.
Alla fine l'ho convinta, ma è stata dura. E' una gran testona. La adoro.
Ora sono da te, altro testone che non sei altro.
Perché non ti svegli?
Ascolto il battito del tuo cuore, regolare, profondo, e ti stringo il pesce morto.
Se non ti svegli te la stritolo questa mano, cazzo.
Il suono è simile a quello regolare dello sciabordio contro la barca del signor Grey. Ti ricordi quando andavamo a pescare con lui e papà?
Perché non ti svegli?
Ascolto il battito del tuo cuore, regolare, profondo, e ti stringo il pesce morto.
Se non ti svegli te la stritolo questa mano, cazzo.
Il suono è simile a quello regolare dello sciabordio contro la barca del signor Grey. Ti ricordi quando andavamo a pescare con lui e papà?
-Cazzo, Emm! Ne ho preso uno che peserà tre chili!
-Ma che cazzo dici, scemo! Sarà una scarpa. Che vuoi pescare te?
-Allora vieni a vedere, cretino. Guarda un po'?
-Non vedo niente. Ti sei inventato tutto.
-Non è vero! Ti dico che aveva abboccato e che era un pesce grosso, giuro.
-Sì, nei sogni.
-Sei solo invidioso.
-E tu un pallonaro di merda.
-Vuoi vedere che ti do un pugno e ti faccio volare in acqua a far compagnia ai pesci? Così magari ritrovi anche il mio che hai fatto scappare.
-Io non ho fatto scappare proprio niente. Non hai mai preso nessun pesce.
La voce di nostro padre ci urla di piantarla.
-Ma possibile che sapete solo litigare, voi due?
-E' LUI!- gridiamo insieme.
-Siete tutti e due. Nessuno litiga da solo.
Ci guardiamo in cagnesco per un po'. Poi mi tiri uno scappellotto sulla nuca.
-Ricominci?
-Uh, che palle. Ma sei una checca? Neanche un coppino ti si può dare?
Reagisco tirandoti uno schiaffo sulla fronte.
-Frontino batte coppino, uno a zero.
-Allora guerra sia!
Ci azzuffiamo. Pugni e calci, ma senza farci male davvero. Sembriamo due lottatori di wrestling, tutta scena e basta.
Papà però non è dello stesso avviso.
-Basta così, voi due. Siete in castigo. La prossima volta ve ne state a casa.
Ma io non lo sento e continuo a strattonarti e tu fai lo stesso.
Finiamo sul bordo della barca.
-Piantatela!
In un attimo perdi l'equilibrio e scivoli nell'acqua. Annaspi. Sbracci. Gridi.
Grido anch'io, mentre accorrono sia papà che il signor Grey.
-Per favore, aiutatelo! Papà, il salvagente!
Non riesco più a vederti.
Emmett, dove cazzo sei finito?
In quest'acqua così nera, così torbida, non riesco a vederti.
Oddio, ti prego. Fa' che torni in superficie.
Ti prego, stavamo solo giocando.
Ti prego, voglio mio fratello.
Papà ti prego.
PAPA'.
-Ma che cazzo dici, scemo! Sarà una scarpa. Che vuoi pescare te?
-Allora vieni a vedere, cretino. Guarda un po'?
-Non vedo niente. Ti sei inventato tutto.
-Non è vero! Ti dico che aveva abboccato e che era un pesce grosso, giuro.
-Sì, nei sogni.
-Sei solo invidioso.
-E tu un pallonaro di merda.
-Vuoi vedere che ti do un pugno e ti faccio volare in acqua a far compagnia ai pesci? Così magari ritrovi anche il mio che hai fatto scappare.
-Io non ho fatto scappare proprio niente. Non hai mai preso nessun pesce.
La voce di nostro padre ci urla di piantarla.
-Ma possibile che sapete solo litigare, voi due?
-E' LUI!- gridiamo insieme.
-Siete tutti e due. Nessuno litiga da solo.
Ci guardiamo in cagnesco per un po'. Poi mi tiri uno scappellotto sulla nuca.
-Ricominci?
-Uh, che palle. Ma sei una checca? Neanche un coppino ti si può dare?
Reagisco tirandoti uno schiaffo sulla fronte.
-Frontino batte coppino, uno a zero.
-Allora guerra sia!
Ci azzuffiamo. Pugni e calci, ma senza farci male davvero. Sembriamo due lottatori di wrestling, tutta scena e basta.
Papà però non è dello stesso avviso.
-Basta così, voi due. Siete in castigo. La prossima volta ve ne state a casa.
Ma io non lo sento e continuo a strattonarti e tu fai lo stesso.
Finiamo sul bordo della barca.
-Piantatela!
In un attimo perdi l'equilibrio e scivoli nell'acqua. Annaspi. Sbracci. Gridi.
Grido anch'io, mentre accorrono sia papà che il signor Grey.
-Per favore, aiutatelo! Papà, il salvagente!
Non riesco più a vederti.
Emmett, dove cazzo sei finito?
In quest'acqua così nera, così torbida, non riesco a vederti.
Oddio, ti prego. Fa' che torni in superficie.
Ti prego, stavamo solo giocando.
Ti prego, voglio mio fratello.
Papà ti prego.
PAPA'.
Mi sveglio tutto sudato. Mi sono addormentato con la testa sul braccio, appoggiato al letto di Emmett. Mentre ancora gli stringo la mano.
Che sogno di merda.
Chissà se ho urlato davvero.
Mi hai sentito?
Sei davvero nell'acqua nera, Emm? Hai paura?
Puoi sentirmi?
Ti prego, svegliati.
Non mi muovo di qui finché non ti svegli.
E comunque guarda che il pesce l'avevo preso davvero, solo che è scappato. Anche se forse non pesava proprio tre chili. Si sa che i pescatori e i cacciatori esagerano sempre un po'.
Ma ti prego, svegliati.
Sai che Anthony, sì Anthony, lo chiamerò così mio figlio, come il nonno, è già pronto per nascere?
Forse per questo ho sognato un pesce di tre chili. E' all'incirca il peso di un neonato.
Svegliati, Emm.
Che sogno di merda.
Chissà se ho urlato davvero.
Mi hai sentito?
Sei davvero nell'acqua nera, Emm? Hai paura?
Puoi sentirmi?
Ti prego, svegliati.
Non mi muovo di qui finché non ti svegli.
E comunque guarda che il pesce l'avevo preso davvero, solo che è scappato. Anche se forse non pesava proprio tre chili. Si sa che i pescatori e i cacciatori esagerano sempre un po'.
Ma ti prego, svegliati.
Sai che Anthony, sì Anthony, lo chiamerò così mio figlio, come il nonno, è già pronto per nascere?
Forse per questo ho sognato un pesce di tre chili. E' all'incirca il peso di un neonato.
Svegliati, Emm.
-Nonno, guarda dove sono riuscito a salire! Mi vedi? Sono quassù.
-Edward! Fa' attenzione. Controlla bene i rami e la presa prima di arrampicarti.
-Ma sì, sto attento.
-Tuo fratello dov'è?
-Dall'altro lato. Stiamo facendo una gara. Chi arriva per primo all'altezza del balcone, poi ci caliamo giù dalla cima.
-Sta' attento, per piacere. Tua madre mi lincia se ti sbucci un ginocchio.
-Uffa!
-Emm, dove sei arrivato tu?
-Cazzo! Cazzissimo! C'è un favo di api! Nonno come faccio se escono tutte e mi pungono?
-Torna giù Emm, lentamente. Pensa solo a non mollare la presa. Mi hai capito? Non hanno importanza le api. Non mollare il ramo e bada a dove metti i piedi!
-Ho vinto io, ho vinto io. Sono in cima e tu invece stai tornando indietro. Ho vinto io!
-Edward sta' zitto! Tuo fratello è in difficoltà.
Sento gridare, poi un tonfo.
Porco cazzo.
-Emmett? Emmett?Nonno? Nonno?
Scendo alla maggior velocità che riesco e poi li vedo.
Emmett è sdraiato in terra, sembra che dorma. Il nonno gli tiene la testa e gli sta parlando.
Io mi avvicino ed ho paura. Una fottutissima paura.
Mi chino su di lui e gli prendo una mano.
Lui apre gli occhi di colpo e me la stringe.
-Ti ho fatto paura, eh?
-Stronzo!
Anche il nonno è arrabbiato.
-Che scherzi del cavolo, Emm. Ci hai fatto prendere un colpo!
Ma ride, e ridi, e rido. E ancora mi stringi la mano.
-Edward! Fa' attenzione. Controlla bene i rami e la presa prima di arrampicarti.
-Ma sì, sto attento.
-Tuo fratello dov'è?
-Dall'altro lato. Stiamo facendo una gara. Chi arriva per primo all'altezza del balcone, poi ci caliamo giù dalla cima.
-Sta' attento, per piacere. Tua madre mi lincia se ti sbucci un ginocchio.
-Uffa!
-Emm, dove sei arrivato tu?
-Cazzo! Cazzissimo! C'è un favo di api! Nonno come faccio se escono tutte e mi pungono?
-Torna giù Emm, lentamente. Pensa solo a non mollare la presa. Mi hai capito? Non hanno importanza le api. Non mollare il ramo e bada a dove metti i piedi!
-Ho vinto io, ho vinto io. Sono in cima e tu invece stai tornando indietro. Ho vinto io!
-Edward sta' zitto! Tuo fratello è in difficoltà.
Sento gridare, poi un tonfo.
Porco cazzo.
-Emmett? Emmett?Nonno? Nonno?
Scendo alla maggior velocità che riesco e poi li vedo.
Emmett è sdraiato in terra, sembra che dorma. Il nonno gli tiene la testa e gli sta parlando.
Io mi avvicino ed ho paura. Una fottutissima paura.
Mi chino su di lui e gli prendo una mano.
Lui apre gli occhi di colpo e me la stringe.
-Ti ho fatto paura, eh?
-Stronzo!
Anche il nonno è arrabbiato.
-Che scherzi del cavolo, Emm. Ci hai fatto prendere un colpo!
Ma ride, e ridi, e rido. E ancora mi stringi la mano.
Mi sveglio di nuovo. Basta con questi sogni.
Cerco di tirare via la mia mano dalla tua.
Ma...
Tu la stai stringendo.
Emmett, stai stringendo la mia mano.
Emmett.
Emmett.
Chiamo l'infermiera. Grido. Schiaccio il pulsante con la mano libera e cerco con la spalla di asciugare queste stupide lacrime che scendono e non mi fanno vedere un cazzo.
In un attimo la stanza è piena di gente: tre infermieri e il medico di turno. Mi dicono di uscire fuori, che devono controllare i parametri, e chissà cos'altro.
Va bene, me ne vado.
Controllate pure.
Ma indipendentemente da quello che voi stabilirete e direte, io so.
So che ti stai svegliando.
Bravo Emm. Mi hai sentito.
Sono fiero di te.
Sono sempre stato fiero di te. Ricordami di dirtelo, quando apri gli occhi.
Cerco di tirare via la mia mano dalla tua.
Ma...
Tu la stai stringendo.
Emmett, stai stringendo la mia mano.
Emmett.
Emmett.
Chiamo l'infermiera. Grido. Schiaccio il pulsante con la mano libera e cerco con la spalla di asciugare queste stupide lacrime che scendono e non mi fanno vedere un cazzo.
In un attimo la stanza è piena di gente: tre infermieri e il medico di turno. Mi dicono di uscire fuori, che devono controllare i parametri, e chissà cos'altro.
Va bene, me ne vado.
Controllate pure.
Ma indipendentemente da quello che voi stabilirete e direte, io so.
So che ti stai svegliando.
Bravo Emm. Mi hai sentito.
Sono fiero di te.
Sono sempre stato fiero di te. Ricordami di dirtelo, quando apri gli occhi.
Telefono a tutti. Sveglio tutti.
Chissenefrega.
Emmett si sta svegliando. Mi ha stretto la mano.
-Sì, Rose. Penso che tra poco aprirà gli occhi. Corri.
-Sì, Bella. Non sai come mi sento ora.
-Sì, papà. Sì, mamma. Correte tutti qui.
Mezz'ora dopo siamo tutti di nuovo in questo corridoio. Lo conosciamo meglio delle nostre tasche.
Io l'ho anche misurato, a passi. Deformazione professionale.
Sette metri per venticinque.
Emmett sta sempre dormendo.
Passa tutto il resto della notte senza nessun altro movimento.
Dicono che forse è stato un riflesso involontario. Una contrazione. Una mia interpretazione di uno spasmo nervoso.
Non capite un cazzo.
Emmett diglielo tu.
Chissenefrega.
Emmett si sta svegliando. Mi ha stretto la mano.
-Sì, Rose. Penso che tra poco aprirà gli occhi. Corri.
-Sì, Bella. Non sai come mi sento ora.
-Sì, papà. Sì, mamma. Correte tutti qui.
Mezz'ora dopo siamo tutti di nuovo in questo corridoio. Lo conosciamo meglio delle nostre tasche.
Io l'ho anche misurato, a passi. Deformazione professionale.
Sette metri per venticinque.
Emmett sta sempre dormendo.
Passa tutto il resto della notte senza nessun altro movimento.
Dicono che forse è stato un riflesso involontario. Una contrazione. Una mia interpretazione di uno spasmo nervoso.
Non capite un cazzo.
Emmett diglielo tu.
La mattina dopo siamo di nuovo tutti qui. Ad aspettare una novità.
-Edward?
Mi riscuoto dai miei pensieri e le sorrido.
-Dimmi tesoro.
E' un po' più distesa, e gli occhi sono meno segnati. Io invece sono distrutto. Le ultime emozioni hanno finito di mandarmi al tappeto e adesso mi sento uno straccio.
-Potremmo andare a Cap Tresmilles, che ne dici?
Cerco di mostrare un sorriso interessato. Che me ne frega di Cap Comecazzosichiama?
-Hai voglia di fare shopping?
Non mi sembra il momento più adatto, ma se glielo dico magari s'incazza e di litigare adesso, proprio non mi va. Non ho fiato neanche per respirare, figuriamoci per discutere.
-Shopping? No. Però ho portato solo lo stretto necessario per me e il bambino. E pensavo che potremmo prendere un marsupio, o un port-enfant. Non si sa mai.
-Marsupio? Cioè, hai paura che nasca prima del termine?
-No, mah, non so. Tu sei nato prematuro. Magari anche lui. Niente, lascia stare. Era un'idea scema.
Invece non mi sembra un'idea scema per niente.
E io avevo sognato un port-enfant blu. Di colpo trovare e acquistare un port-enfant blu diventa il mio scopo principale. Niente mi sembra più importante di fare questa cosa, così glielo dico.
-Andiamo.
Lei sorride, felice, ed io non sono più stanco.
Di guardia al sonno di mio fratello lascio tutti gli altri.
-Edward?
Mi riscuoto dai miei pensieri e le sorrido.
-Dimmi tesoro.
E' un po' più distesa, e gli occhi sono meno segnati. Io invece sono distrutto. Le ultime emozioni hanno finito di mandarmi al tappeto e adesso mi sento uno straccio.
-Potremmo andare a Cap Tresmilles, che ne dici?
Cerco di mostrare un sorriso interessato. Che me ne frega di Cap Comecazzosichiama?
-Hai voglia di fare shopping?
Non mi sembra il momento più adatto, ma se glielo dico magari s'incazza e di litigare adesso, proprio non mi va. Non ho fiato neanche per respirare, figuriamoci per discutere.
-Shopping? No. Però ho portato solo lo stretto necessario per me e il bambino. E pensavo che potremmo prendere un marsupio, o un port-enfant. Non si sa mai.
-Marsupio? Cioè, hai paura che nasca prima del termine?
-No, mah, non so. Tu sei nato prematuro. Magari anche lui. Niente, lascia stare. Era un'idea scema.
Invece non mi sembra un'idea scema per niente.
E io avevo sognato un port-enfant blu. Di colpo trovare e acquistare un port-enfant blu diventa il mio scopo principale. Niente mi sembra più importante di fare questa cosa, così glielo dico.
-Andiamo.
Lei sorride, felice, ed io non sono più stanco.
Di guardia al sonno di mio fratello lascio tutti gli altri.
Quando torniamo è sera, ormai.
Nella macchina presa in affitto abbiamo stipato il port-enfant blu, esattamente uguale a quello del sogno, e mille altre cose che forse si riveleranno inutili ma le illuminavano così tanto il sorriso che non ho potuto non comprarle.
Il corridoio è pieno di gente sconosciuta che chiacchiera in un inglese stentato con i miei e con Rose.
Sono colleghi e amici di Emmett, capisco dopo le presentazioni.
Due hanno le stampelle, scampati all'incidente di sabato.
Raccontano sommessamente ma con serenità com'è accaduto l'inferno in un attimo.
C'è anche il pilota investitore, in lacrime, che si tormenta le mani.
Poco prima di venire qui sono stati a trovare l'altro ferito del reparto di ortopedia, una gamba in trazione e due costole rotte.
Ma il più grave è Emmett.
Guardo il pilota, così giovane, così disperato. Non riesco ad avercela con lui.
In questi ultimi mesi ho imparato che siamo solo pedine su una scacchiera che qualcuno usa per le sue partite.
Non è che il pedone possa fare granchè per evitare terremoti, uragani, diluvi che possono tormentarlo.
Le cose semplicemente possono capitare.
Puoi solo sperare che non succeda a te, e se capita, quando capita, devi solo cercare di cavarti dagli impicci. Nessuna colpa, nessuna offesa. Niente di personale.
E il futuro non si può ipotecare. Ma è una grande fortuna a pensarci bene.
Se sapessimo che sta per capitarci qualcosa di brutto non proveremmo gioia per nulla. E io lo so bene.
Invece fuori c'è il sole, e magari c'è il sole anche domani.
Vado da lui e gli stringo la mano. Una presa forte. Sorrido tra me.
-Ciao. Io sono il fratello di Emmett.
Parliamo per un bel po' e gli espongo la mia filosofia spicciola.
La filosofia di un uomo diversamente buono, un uomo normale, finalmente.
Nella macchina presa in affitto abbiamo stipato il port-enfant blu, esattamente uguale a quello del sogno, e mille altre cose che forse si riveleranno inutili ma le illuminavano così tanto il sorriso che non ho potuto non comprarle.
Il corridoio è pieno di gente sconosciuta che chiacchiera in un inglese stentato con i miei e con Rose.
Sono colleghi e amici di Emmett, capisco dopo le presentazioni.
Due hanno le stampelle, scampati all'incidente di sabato.
Raccontano sommessamente ma con serenità com'è accaduto l'inferno in un attimo.
C'è anche il pilota investitore, in lacrime, che si tormenta le mani.
Poco prima di venire qui sono stati a trovare l'altro ferito del reparto di ortopedia, una gamba in trazione e due costole rotte.
Ma il più grave è Emmett.
Guardo il pilota, così giovane, così disperato. Non riesco ad avercela con lui.
In questi ultimi mesi ho imparato che siamo solo pedine su una scacchiera che qualcuno usa per le sue partite.
Non è che il pedone possa fare granchè per evitare terremoti, uragani, diluvi che possono tormentarlo.
Le cose semplicemente possono capitare.
Puoi solo sperare che non succeda a te, e se capita, quando capita, devi solo cercare di cavarti dagli impicci. Nessuna colpa, nessuna offesa. Niente di personale.
E il futuro non si può ipotecare. Ma è una grande fortuna a pensarci bene.
Se sapessimo che sta per capitarci qualcosa di brutto non proveremmo gioia per nulla. E io lo so bene.
Invece fuori c'è il sole, e magari c'è il sole anche domani.
Vado da lui e gli stringo la mano. Una presa forte. Sorrido tra me.
-Ciao. Io sono il fratello di Emmett.
Parliamo per un bel po' e gli espongo la mia filosofia spicciola.
La filosofia di un uomo diversamente buono, un uomo normale, finalmente.
Se ne vanno che sono le venti e noi decidiamo di andare tutti a mangiare qualcosa, e poi andare a dormire in albergo.
Ad Emmett hanno di nuovo staccato tutti i tubi. Gli resta solo la flebo e il macchinario che controlla battito e saturazione.
Forza Emmett.
Lo so che puoi farcela a tornare a galla.
Avanti.
Ad Emmett hanno di nuovo staccato tutti i tubi. Gli resta solo la flebo e il macchinario che controlla battito e saturazione.
Forza Emmett.
Lo so che puoi farcela a tornare a galla.
Avanti.
Bella e mia madre decidono di provare la raclette, un formaggio dolce e morbido che viene fatto fondere e si mangia con contorno di verdure e patate bollite. Una vera specialità francese.
Abbiamo quasi finito di mangiare quando squilla il mio cellulare.
E' l'ospedale.
Cazzo, no.
-Pronto?- la voce mi esce tremante.
-Signor Cullen? Suo fratello si è svegliato.
Bentornato, Emmett. Io lo sapevo che ti svegliavi.
Abbiamo quasi finito di mangiare quando squilla il mio cellulare.
E' l'ospedale.
Cazzo, no.
-Pronto?- la voce mi esce tremante.
-Signor Cullen? Suo fratello si è svegliato.
Bentornato, Emmett. Io lo sapevo che ti svegliavi.

Nessun commento:
Posta un commento