Il puma
La regista dello spot sui preservativi sale in macchina e resta in silenzio. Non sorride, non mi guarda. Evviva, c'è qualcuno che sa quando non serve parlare.
Io però uno sguardo ogni tanto glielo butto addosso.
E' carina, anzi, decisamente bella. Chissà che ci faceva al locale da sola.
Magari è una bisex a cui piace quello spettacolo del puma e della tigre. Non che a me faccia schifo, in verità.
Ho sempre trovato affascinanti due donne che si danno piacere a vicenda. Mi eccita parecchio. Però alla fine il protagonista devo essere io. Se no che divertimento c'è?
Io però uno sguardo ogni tanto glielo butto addosso.
E' carina, anzi, decisamente bella. Chissà che ci faceva al locale da sola.
Magari è una bisex a cui piace quello spettacolo del puma e della tigre. Non che a me faccia schifo, in verità.
Ho sempre trovato affascinanti due donne che si danno piacere a vicenda. Mi eccita parecchio. Però alla fine il protagonista devo essere io. Se no che divertimento c'è?
All'improvviso sente il mio sguardo.
-Trovato qualcosa che ti interessa, baby?- mi dice senza girarsi.
Se non la pianta di chiamarmi baby le strappo le labbra a morsi. Le viene una boccuccia in fuori quando pronuncia la lettera b. Chissà come le viene quando gode. Tanto fra poco lo scoprirò.
-Niente di che- le rispondo. Tiè. Se pensavi ad un complimento comincia a cambiare idea perchè non sono il tipo.
Eppure il suo viso mi incuriosisce. E' come se la conoscessi. Ma dove potrei averla incontrata? In qualche altro locale?
Restiamo in silenzio per il resto del viaggio.
-Trovato qualcosa che ti interessa, baby?- mi dice senza girarsi.
Se non la pianta di chiamarmi baby le strappo le labbra a morsi. Le viene una boccuccia in fuori quando pronuncia la lettera b. Chissà come le viene quando gode. Tanto fra poco lo scoprirò.
-Niente di che- le rispondo. Tiè. Se pensavi ad un complimento comincia a cambiare idea perchè non sono il tipo.
Eppure il suo viso mi incuriosisce. E' come se la conoscessi. Ma dove potrei averla incontrata? In qualche altro locale?
Restiamo in silenzio per il resto del viaggio.
Quando entriamo in casa mia accendo la luce e alzo le mani. Con l'indice sinistro indico la sala e il divano, con quello destro il corridoio che porta alla mia camera.
-Preferisci bere qualcosa prima, o andiamo subito in camera?- le chiedo.
-Così mi deludi. Divano, letto. Si può avere maggior inventiva, non credi, baby?
-Mi hai rotto i coglioni, baby- le rispondo e mi avvento su quella bocca da stronza che ha.
Le mordo le labbra, gliele succhio, gliele mordo di nuovo. Penso di averle anche fatto male, infatti mi fermo un attimo e la guardo. Ma lei sorride, alza un sopracciglio e sussurra
-Ti arrendi, baby?
L'hai trovato quello che si arrende.
Mi accanisco su quella sua bocca ancora di più e stavolta le faccio male sul serio perchè mentre la bacio sento il gusto del sangue.
Ci strappiamo gli abiti di dosso mentre continuiamo a succhiarci e a morderci, come cani randagi, rabbiosi.
Quando siamo completamente nudi la tiro su fino a sederla sui miei fianchi, il mio cazzo che preme contro la sua pancia. Lei si stacca dalla mia bocca e lo guarda, leccandosi le labbra.
-Cazzo, baby.
-Sì. E' il suo nome, baby.
Ride, poi me lo prende e lo fa scivolare sotto di lei, fino al suo ingresso.
Guardo giù anch'io e quello che vedo me lo fa venire ancora più duro.
Ha la figa completamente depilata ed è deliziosamente lucida e bagnata della sua e della mia eccitazione.
-I vestitini per la bambolina li hai?- mi chiede.
Stavolta rido io.
-Sono prevedibilmente in camera, baby.
Alza gli occhi al cielo e scende da me.
Con la mano mi fa un gesto come dire “Va' pure a prenderli”.
Cazzo. Mentre vado mi sento cretino. Da dove cazzo è uscita questa arpia?
-Preferisci bere qualcosa prima, o andiamo subito in camera?- le chiedo.
-Così mi deludi. Divano, letto. Si può avere maggior inventiva, non credi, baby?
-Mi hai rotto i coglioni, baby- le rispondo e mi avvento su quella bocca da stronza che ha.
Le mordo le labbra, gliele succhio, gliele mordo di nuovo. Penso di averle anche fatto male, infatti mi fermo un attimo e la guardo. Ma lei sorride, alza un sopracciglio e sussurra
-Ti arrendi, baby?
L'hai trovato quello che si arrende.
Mi accanisco su quella sua bocca ancora di più e stavolta le faccio male sul serio perchè mentre la bacio sento il gusto del sangue.
Ci strappiamo gli abiti di dosso mentre continuiamo a succhiarci e a morderci, come cani randagi, rabbiosi.
Quando siamo completamente nudi la tiro su fino a sederla sui miei fianchi, il mio cazzo che preme contro la sua pancia. Lei si stacca dalla mia bocca e lo guarda, leccandosi le labbra.
-Cazzo, baby.
-Sì. E' il suo nome, baby.
Ride, poi me lo prende e lo fa scivolare sotto di lei, fino al suo ingresso.
Guardo giù anch'io e quello che vedo me lo fa venire ancora più duro.
Ha la figa completamente depilata ed è deliziosamente lucida e bagnata della sua e della mia eccitazione.
-I vestitini per la bambolina li hai?- mi chiede.
Stavolta rido io.
-Sono prevedibilmente in camera, baby.
Alza gli occhi al cielo e scende da me.
Con la mano mi fa un gesto come dire “Va' pure a prenderli”.
Cazzo. Mentre vado mi sento cretino. Da dove cazzo è uscita questa arpia?
Torno indietro e lei non c'è. Dov'è andata a finire? E il cazzo mi tira come un dannato.
Poi la vedo.
E' seduta sul davanzale della finestra, che ha aperto.
-Siamo al decimo piano, gioia. Se cadi ti graffierai quella graziosa patata che ti ritrovi. Meglio che scendi da lì.
Non aggiungo che soffro di vertigini e solo vederla seduta sul davanzale mi ha fatto girare la testa.
-Sei noioso. Quanti anni hai?
-Più di Matusalemme. Ma ogni anno che passa mi cresce di un centimetro in più.
-Vieni qua. Non cado. Sono un'atleta.
-Anche le atlete si spiaccicano sui marciapiedi- la raggiungo e la tiro giù per un braccio, malamente.
La riprendo in braccio e la siedo sul bordo della consolle alla mia destra. Poi mi faccio spazio, gettando a terra tutto quello che c'è sopra con un movimento del braccio.
Riviste, svuota-tasche, chiavi, cellulare, telecomando. Cade tutto a terra e non me ne frega un cazzo di niente.
La strega mi sta facendo ribollire il sangue. Ora la scopo fino a quando non riuscirà neanche più a sedersi dal male. Ho intenzione di consumargliela, la fighetta da atleta che ha.
-Tieniti o cadrai.
Non le do il tempo di dire nulla. La bambolina, anzi, il bambolino è già vestito e glielo infilo tutto dentro, spingendola verso il muro. Anche a lei si piega la testa e il collo alle mie spinte.
Dovrò fare un'assicurazione nel caso qualcuna si lamentasse del torcicollo del giorno dopo.
Si tiene con una mano al bordo della consolle mentre con l'altra cerca di allontanarsi dal muro dietro di lei.
Le alzo le gambe e lei le incrocia intorno al mio collo. E' atletica davvero.
Con una mano la tengo per la vita, mentre con le dita dell'altra vado a massaggiare l'altro suo ingresso.
Cazzo! E' talmente bagnata che posso utilizzare i suoi umori per lubrificarla. Inserisco un dito dentro di lei. Poi un altro. Poi un altro ancora.
Nel frattempo non smetto di scoparla selvaggiamente davanti.
Lei ansima e mugola, poi grida e rovescia gli occhi indietro, in preda all'orgasmo.
Allora do due spinte ancora più forti e vengo anche io, liberando un suono basso, gutturale. Sembro una tigre.
Sesso delizioso, direi.
Poi la vedo.
E' seduta sul davanzale della finestra, che ha aperto.
-Siamo al decimo piano, gioia. Se cadi ti graffierai quella graziosa patata che ti ritrovi. Meglio che scendi da lì.
Non aggiungo che soffro di vertigini e solo vederla seduta sul davanzale mi ha fatto girare la testa.
-Sei noioso. Quanti anni hai?
-Più di Matusalemme. Ma ogni anno che passa mi cresce di un centimetro in più.
-Vieni qua. Non cado. Sono un'atleta.
-Anche le atlete si spiaccicano sui marciapiedi- la raggiungo e la tiro giù per un braccio, malamente.
La riprendo in braccio e la siedo sul bordo della consolle alla mia destra. Poi mi faccio spazio, gettando a terra tutto quello che c'è sopra con un movimento del braccio.
Riviste, svuota-tasche, chiavi, cellulare, telecomando. Cade tutto a terra e non me ne frega un cazzo di niente.
La strega mi sta facendo ribollire il sangue. Ora la scopo fino a quando non riuscirà neanche più a sedersi dal male. Ho intenzione di consumargliela, la fighetta da atleta che ha.
-Tieniti o cadrai.
Non le do il tempo di dire nulla. La bambolina, anzi, il bambolino è già vestito e glielo infilo tutto dentro, spingendola verso il muro. Anche a lei si piega la testa e il collo alle mie spinte.
Dovrò fare un'assicurazione nel caso qualcuna si lamentasse del torcicollo del giorno dopo.
Si tiene con una mano al bordo della consolle mentre con l'altra cerca di allontanarsi dal muro dietro di lei.
Le alzo le gambe e lei le incrocia intorno al mio collo. E' atletica davvero.
Con una mano la tengo per la vita, mentre con le dita dell'altra vado a massaggiare l'altro suo ingresso.
Cazzo! E' talmente bagnata che posso utilizzare i suoi umori per lubrificarla. Inserisco un dito dentro di lei. Poi un altro. Poi un altro ancora.
Nel frattempo non smetto di scoparla selvaggiamente davanti.
Lei ansima e mugola, poi grida e rovescia gli occhi indietro, in preda all'orgasmo.
Allora do due spinte ancora più forti e vengo anche io, liberando un suono basso, gutturale. Sembro una tigre.
Sesso delizioso, direi.
Le riporto le gambe in basso, delicatamente, e lei fa per scendere.
-Dove vorresti andare, baby?- le dico- Ho appena iniziato con te.
La prendo in braccio e me la porto in bagno.
Il secondo round è dentro la doccia, in piedi.
Il terzo finalmente in camera. Sarà anche tradizionale, ma il letto è così comodo, perchè devo rinunciarci?
Glielo dico e lei sorride. Al quarto orgasmo la vedo un po' stanca, l'atleta.
Quando ci addormentiamo è quasi l'alba.
E mi sa che anche il mio cazzo sarà dolorante per qualche giorno.
Sesso strepitoso, direi.
-Dove vorresti andare, baby?- le dico- Ho appena iniziato con te.
La prendo in braccio e me la porto in bagno.
Il secondo round è dentro la doccia, in piedi.
Il terzo finalmente in camera. Sarà anche tradizionale, ma il letto è così comodo, perchè devo rinunciarci?
Glielo dico e lei sorride. Al quarto orgasmo la vedo un po' stanca, l'atleta.
Quando ci addormentiamo è quasi l'alba.
E mi sa che anche il mio cazzo sarà dolorante per qualche giorno.
Sesso strepitoso, direi.
Mi sveglio alle 8, in ritardo e incazzato. Detesto arrivare per secondo in ufficio.
Lei dorme ancora. Inizio ad andare in bagno, poi torno in camera a vestirmi e non la trovo.
E' già pronta, in corridoio. Il cappotto su un braccio e il telefono all'orecchio. Mi fa segno di tacere, tenendo il cellulare con la spalla.
-Arrivo immediatamente- dice.
-E' tardi, baby - dice poi, rivolta a me.
-Ci vediamo in giro- mi strizza l'occhio, infila i suoi tacchi e si incammina verso la porta, un po' traballante in verità. Si china accanto alla porta e raccoglie la sua borsa, a terra dalla sera prima.
-Ciao, baby- le dico e mi scappa da ridere.
Dalla borsa aperta ho intravisto una maschera. Nera. Da puma.
Lei dorme ancora. Inizio ad andare in bagno, poi torno in camera a vestirmi e non la trovo.
E' già pronta, in corridoio. Il cappotto su un braccio e il telefono all'orecchio. Mi fa segno di tacere, tenendo il cellulare con la spalla.
-Arrivo immediatamente- dice.
-E' tardi, baby - dice poi, rivolta a me.
-Ci vediamo in giro- mi strizza l'occhio, infila i suoi tacchi e si incammina verso la porta, un po' traballante in verità. Si china accanto alla porta e raccoglie la sua borsa, a terra dalla sera prima.
-Ciao, baby- le dico e mi scappa da ridere.
Dalla borsa aperta ho intravisto una maschera. Nera. Da puma.

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